venerdì 9 ottobre 2026

C'è una signora...

C’è una signora seduta al bar sotto casa, è lì tutte le mattine. Beve il caffè, gioca col cellulare, a volte legge il giornale. Lei sa di me e io so di lei. Mi aspetta. No, non è la morte: la morte è nera e ha una enorme falce. E fa paura. Lei invece ha un’aria innocua. E’ vestita sobriamente, di blu o di beige, una presenza che non si nota. Un viso senza età, senza colore, senza espressione.

E’ una persona paziente, la pazienza vince sempre. So che un giorno incontrerò il suo sguardo: le passo vicino ogni mattina e ogni mattina penso: oggi alzerà gli occhi…
Sono passati anni. Io so bene cosa dovrei fare per evitare quegli occhi: ci vogliono affetti, affetti veri, o anche uno solo, un amore o un’amicizia. Ci vuole un interesse, una grande passione, un lavoro importante. Ci vuole qualcosa in cui mi sento brava. A volte qualcuna di queste cose c’è, farfalla catturata in un retino bucato… Per tutti è facile catturare una farfalla, per me no. Non ci sono farfalle oggi. Scendo, vado a vedere se lei, la mia malattia, è sempre giù al bar ad aspettarmi.