martedì 21 giugno 2016

Comunico ufficialmente a me stessa e al mondo che riprendo a scrivere.
Il blocco dello scrittore, che permaneva da ormai tre anni, si è inspiegabilmente risolto in occasione alla partecipazione all'evento "letti di notte". Comunque tranquilli, non siete obbligati a leggermi...

domenica 27 marzo 2016

Il fiore


Non si sa com’è successo. Ma è successo. Un bel giorno di primavera è diventata un fiore. Prima di quel giorno era una ragazza, una bella ragazza. Sempre un po’ triste, annoiata, assente. Diventava sempre più spenta. Appassiva, ma allora non era affatto un  fiore, mentre ora lo è.

Che fiore? E’ una rosa, un bocciolo di colore rosa, rosa pallido. E’ inspiegabilmente l’unico fiore in un fogliame intricato e spinoso. Il suo gambo snello svetta elegante e orgoglioso verso il sole. Zitti zitti, il bocciolo  si sta aprendo. Trema la rosa coraggiosa? No, è la brezza del mattino. Le piace, sicuro, le piace la carezza del  vento leggero. Si  abbandona. Si commuove di tanta dolcezza. Le gocce di rugiada scivolano piano. Ascolta le voci degli uccelli, dei passanti, dei cani   per strada e aspetta che il sole sia alto. Così un fiore appassisce davvero. Non succede granchè nella vita di un fiore, e poi finisce subito.

mercoledì 9 marzo 2016

Fleurs

12 luglio 2013

Grazie! 
Ringrazio il signore di mezza età incontrato al supermercato domenica mattina.
Ero in coda per entrare e lui, il tipo, parlava con un amico. Diceva che era lì per comprare dei fiori per sua moglie, rigorosamente fiori recisi. Perchè la moglie era morta sette anni fa, e lui ogni domenica andava a portarle dei fiori. E disse che le donne – tutte – sono fiori, i fiori più belli, e bisogna ricoprirle di fiori. Parlava serenamente, senza dolore. Ho pianto guardandolo.
Mi sembrava di conoscerlo, forse un cliente. Non bello, non giovane. Una persona semplice, di poca cultura. 

Tornerò domenica mattina sperando di incontrarlo e dirgli
grazie

giovedì 4 febbraio 2016

Help Desk


Oggi ho scritto all’help desk.non ho più documenti nella posta in arrivo: li cerco, li cerco... dove sono finiti, boh....li avrò cancellati per errore? Oppure un virus? Erano arrivate delle mail ambigue che simulavano una provenienza dalla banca.  Ho esposto all’help desk questi ingenui dubbi nella mail, dato che doveva essere di almeno un tot di caratteri...
Mi ha chiamato Ramona, mi sono scusata per le sciocchezze dette nella mail – sai l’età, non capisco niente di tecnologia, ma anche da giovane veramente.. -, e lei ha sorriso. Non no come si fa a capire per telefono se uno sorride, ma direi così...
Ha un accento straniero Ramona. Di dove sei? Rumena. Direte voi si capisce dal nome... veramente il nome non lo so, me lo sono inventato, di lei so che è l’operatori numero ... Conosco una Ramona che porta il cane ai giardinetti, cioè portava... ora è in Inghilterra, non c’era lavoro qui, lei è infermiera....
- E ora dove sei, in che città, in Italia? No, sono in romania. Ma dai, e di lì vedi il mio computer, la mia sosta elettronica incasinata?- Sorride.
- Si può fare qulcosa?
Sì. Conferma la richiesta di collegamento. Ecco, premendo questa icona ricompaiono le mail. Sono queste quelle che cercavi. Salva. Miracolo! Sai, a vevo conservato la copia del 730,e i documenti per l’iscrizione all’università di mia figlia... Allora non era un virus dalla romania? Perchè è di lì che arrivano...  Scherzo dai.. Sorride sì, ma è un sorriso stanco, ha ragione... basta con queste battute razziste ....
Ramona deve avere un 25-30 anni,  ha i capelli neri, è piccolina e graziosa, timida e riservata. Laureata in informatica. Sente canzoni romantiche. Ha un figlio di 6 anni che inizia ora la scuola, vive con lui e con la madre in un piccolo appartamento in una periferia cementificata.Non è sposata..Mantiene tutti con uno stipendio di tecnico informatico con un contratto precario presso una società rumena, è un piccolo stipendio ma basta.
Come faccio a sapere tutte queste cose di Ramona? Non le so, me le invento.
- Ma sai che qui abbiamo un sacco di clienti rumeni? I’altro giorno un tuo connazionale mi ha regalato una immagine di una madonna della chiesa evangelica... beh non so di che chiesa...
Non sembra interessarle, eppure mi sembrava di aver detto una cosa carina. Forse ha fretta, sarà pagata un tanto a intervento...
-         Ciao, grazie collega, problema risolto. Mitico Help desk, come faremmo senza di voi?  Ramona, mi ha fatto piacere conoscerti, sei stata veramente disponibie e simpatica. Collega? Credo che Ramona guadagni un quarto del mio  stipendio se va bene, senza assicurazione sanitaria, senza ticket pasto. E ha due persone da mantenere, non c’è tanto da sorridere...
Ricambia formale il mio saluto. Sì, ha fretta, deve andare aprendere il bambino a scuola. O forse è solo annoiata dal mio vano chiacchiericcio e dalla mie inutili lamentele di impiegata, e vede la distanza dove io cerco la vicinanza. E ora che ha messo giù non posso sforzarmi più di dirle  che la  vita anche per me non è mica stata sempre così facile, e per questo capisco se sorride o o no.

Non posso neppure richiamarla, operatore numero?    

martedì 7 ottobre 2014

Scrivi!

Scrivi, ti aiuterà
Non riesco a scrivere
Hai sempre scritto tanto
Non ho idee
Servono idee?
Non ho niente da dire
Scrivi i sogni
Non sono niente i miei sogni
Invece no, sono belli
Non voglio scrivere, scrivere sogni
Peccato

Non riesco…

domenica 3 marzo 2013

Lei è partita




E’uscita, strano. Non esce mai. Le dico sempre chiama le tue amiche, vai a vedere un film, uno spettacolo. La sera la trovo sempre qui davanti alla televisione.

Mi porto le cose importanti della mia vita. E il bello del  partire è proprio scegliere questi oggetti.
Un libro, , un disco, indecisa tra fossati e de andrè, de andrè ha la meglio.. Un quaderno di quelli da scuola e una biro. E pastelli colorati…una foto di Alice, un profumo di fiori. La macchina fotografica e le istruzioni.

Che succede… E’ la sveglia. Lei non è tornata. No, non mi dà fastidio che dorma fuori, è che non succede quasi mai.

Porto con  me i pastelli colorati anche se non so disegnare, ma vorrei tanto. Forse in un’altra vita imparerò.

Suona il suo cell. Allora è qui. No, il cell è sul suo letto. Eppure non lo dimentica mai.
Luna abbaia. Zitta, zitta.
È un collega della mamma,chiede se deve segnare malattia o ferie, non so che rispondere. Credo ferie.
E’ lunedì. Da venerdì sera non è rientrata.
Si vede che è partita.

La foto di Alice che porto con me è di quando era piccola, due o tre anni. Seduta per terra nel cortile degli zii, con addosso  una canottiera a righe che era stata di Luca – mi piaceva riciclare gli abiti dei figli di amici - pelle scura occhi scuri. Bellissima, niente false modestie. Ho sempre pensato che questa foto mi proteggesse dal male. Lo so che non è possibile, ma la sua presenza mi rassicura in questo passo.

Porto un articolo di giornale. Ho l’abitudine di staccare le pagine che non ho tempo di leggere, e poi di solito restano lì…

E’ la seconda mail che ti mando. Sei ancora in riunione? Appena hai un attimo fammi sapere come devo fare a regolarizzare la sua assenza. Lei è partita, nessuno sa dov’è. Cosa dobbiamo dire ai clienti che la cercano? A quelli che non vogliono parlare con altri? Diciamo che è trasferita, tanto per non metterla sul tragico? Per ora penserei di prendere tempo, rimandiamo alla prossima settimana…

La macchina fotografica è nuova. Rosa fucsia.  Ho fatto poche foto, non ho mai cose da fotografare. Forse di cose ce ne sarebbero, è che in verità non la so usare. Mi porto le istruzioni, magari imparo. Magari vado in un posto che merita, e faccio qualche foto.

Mi occupo del cane. Il suo cane. Lo faccio uscire tre volte al giorno. Gli do da mangiare due volte al giorno. Il suo cazzo di cane se lo poteva portare, ci tiene tanto. Finchè non torna ci devo pensare per forza io?

Porto la camicetta con le margherite applicate sullo scollo, acquistata nell’estate del 94, prima di entrare in clinica. A qualche centinaio di metri dalla clinica mi ero fermata a comprare qualcosa che mi serviva per l’ospedale. La camicetta non c’entrava niente. Mio marito era irritato perle mie divagazioni. Che bella questa comicetta, Anche così, un po’ ingiallita. Che bella la villa. E il lago.

Luna è troppo brava. La cosa non mi torna. E’ sempre stata una gran casinista. Non mi pesa poi molto badarci. Però non capisco, la mamma ogni volta che usciva per un’ora mi chiedeva per favore per favore…non dimenticarti di portarla fuori…

Porterei una foto di luna, ma le uniche che ho sono al pc. Mi mancherà.

Lo ha fatto apposta a lasciare qui luna. Ogni volta che mi chiede di portarla fuori lo fa apposta, sa che non ho tempo. E ogni volta le dico di no. Vuole farmi sentire in colpa. Le dico che il cane è suo. Le dicevo…

Porto una poesia scritta da Alice in prima elementare:
la mamma è volata fra le stelle.…mi è sembrata  stupenda anche se così triste. Tratta da una filastrocca sgarbata imparata al centro estivo: il tale è caduto nel cesso, qualcosa del genere.…

Poteva anche fare la spesa prima di andare. Non c’è mai niente in questo frigo. Lo ha fatto apposta, ci giurerei. Mi dice sempre: mi manca questo e quello, andresti un attimo al supermercato… cioè, diceva… io rispondevo sempre di no. Non avevo tempo. Poi non ci vuole mica un attimo, il supermercato è a due isolati da qui.

Ti scrivo sempre a proposito di quell’assenza da regolarizzare. Sono passate sei settimane, non era mai capitato un caso del genere. Tutti chiedono. Anche i colleghi sono in ansia, non c’è un bel clima, non si lavora bene. Il conto economico è sceso all’81%. Magari è un caso, magari è colpa della crisi di governo, ma temo di no. Che fare?

GR6. Il caso della donna scomparsa nel nulla non presenta sviluppi, ma le cronache del nostro giornale continuano a dedicarle uno spazio per facilitarne il ritrovamento. Nessuno l’ha vista dal 2 febbraio, non ci sono state telefonate o messaggi scritti. L’ipotesi più accreditata è quella di un suicidio.

Ma ora che tutti - io luna amici colleghi parenti - abbiamo capito che lei, la stronza,  non c’è, ci siamo accorti della sua assenza, non potrebbe tornare? Cosa vuole dimostrare? Cosa c’è in quella testa bacata?

Mi porto pure un costume da bagno. E’ primavera, ma dove vado, chissà, può servire. E’ un bikini. Non mi sta un granchè bene, ma l’abbronzatura coprirà un po’ la cellulite…

La casa è un gran casino. Mi devo pure mettere a fare le pulizie? E i soldi per la spesa stanno per finire. Erano i miei soldi, fra l’altro; e sono arrivate delle bollette, e anche il condominio. Meno male che lei paga quasi tutto dal conto… Ma… lo stipendio glielo pagheranno fino a quando? I soldi finiranno prima o poi. 

Ho prelevato un po’ di soldi, le carte le lascio a casa. Porto i buoni pasto, non so, magari dove vado si possono usare.

Dopo aver consultato i sindacati, possiamo procedere alla interruzione del rapporto di lavoro, raccomandando ai collaboratori di non far troppa pubblicità alla cosa. La situazione passerà inosservata, essendo trascorso un tempo ragionevole dalla sparizione. Al momento non si prospetta alcuna sostituzione, nell’ottica di un contenimento dei costi quanto mai opportuno in questo momento.

Voglio vedere che cosa può aver portato via. La polizia me l’ha chiesto, ma non mi veniva in mente niente. A distanza di qualche settimana, giro per casa, cercando oggetti mancanti, rettangoli puliti contornati da polvere…

Il libro l’ho individuato subito,  mandami a dire. roveredo. Sarà l’unica ad averlo letto, uno squinternato come lei. Ne avrà comprate dieci copie da regalare. Poi il disco… meno facile ma ce l’ho fatta.  Sicuramente ha preso un quaderno, si porta sempre dietro un quaderno.
I vestiti… ha un armadio pieno, e dice che non compra mai nulla… non manca niente.

                                                                                            
GR6. Abbiamo oggi intervistato il famoso sociologo esperto di sparizioni misteriose per sottoporre la vicenda della nostra concittadina. Riconosce che il caso ha connotazioni originali, rispetto ad altri analoghi. Innanzi tutto ritiene non trattarsi di suicidio: un suicida non ha bisogno di portarsi dietro alcunché. La scomparsa pare abbia prelevato da casa  diversi oggetti, perlopiù di dubbia utilità. Secondo l’esperto  la scelta degli oggetti delinea un ritratto abbastanza articolato e completo della personalità della vittima, cioè no, della fuggitiva. Ne emerge, una estrema affermazione di sé… la  musica dell’adolescenza, il profumo fuori moda, un libro che rispecchia  una personalità boarder line… materiale per scrivere e disegnare, a sottolineare e esternare esigenze espressive sinora represse.

Certo che legge delle minchiate, cioè leggeva. Tutti uguali sti libri, la casa piena, quanti soldi sprecati. Meno male che sono riuscita a farle leggere qualche stephen king, anche palahnuk, mitici, eccoli qui. Le sono piaciuti.

GR6. Abbiamo intervistato oggi gli amici più cari  della donna, dietro loro insistenza. Colpiti dalle affermazioni dello psicologo esperto di sparizioni, sottolineano che si trattava certamente di una personalità creativa e ricca  di fantasia, ma non lo considerano un difetto dei peggiori. Piuttosto  lamentano la sua umoralità e discontinuità, il passare repentino dal riso al pianto, da un comportamento amichevole a una pericolosa ostilità, dall’apatia all’iperattività. Sono perplessi circa il fatto che lei abbia portato con sé una macchina fotografica, che peraltro non sapeva usare. Era del tutto negata per la tecnologia, e non amava fare foto. Probabilmente l’apparecchio era sommerso dal disordine, in casa…

La polizia mi chiesto se sapevo di qualche uomo. Mi sono messa a ridere.  La mamma con un uomo! Nessuno ha resistito più di qualche settimana. Non sarebbe neanche poi brutta, ma che stress!

GR6. Il sociologo, a corollario delle affermazioni delle amiche, sottolinea la presenza di tematiche contrastanti. Le contraddizioni evidenziate denotano la presenza di una personalità instabile. Su questo  si doveva procedere per far emergere il segreto della donna.

Queste fregnacce alla mamma piacerebbero. Ci sguazzerebbe. Personalità instabile e contradditoria…E tutta la vita che lo dico, bastava chiedessero a me…però anche mortalmente noiosa, fai questo fai quello, i compiti i compiti i compiti…

Ribadisco che non ci sono ostacoli da parte del sindacato circa  la fine del contratto di lavoro. Ribadisco che non è il caso di attendere oltre, in quanto una eventuale – e probabile – dichiarazione di morte presunta impegnerebbe l’istituto a risarcimenti cospicui agli eredi. Si provveda a cancellare la scomparsa dal libro paga aziendale.

Per la mamma
La mamma è volata fra lestelle.
Se la vuoi ritrovare, tra le stelle e la luna devi andare.
La sua casa è proprio lì
Ecco, questa è la poesia che la mamma si è presa, la ricordo a memoria.
No, Luna, zitta, tu non c’entri. E non guardarmi più con quegli occhioni.
Vedrai, torna.  

sabato 2 marzo 2013

Chiudere il blog?

Non voglio chiudere il blog anche se qualcuno mi legge per ridere di me. Io voglio continuare a scrivere, e voglio che qualcuno mi legga, e mi dica che bello... Chi scrive, come chi recita, come chi suona, come chi dipinge...vuole un pubblico.
Scrivere per me è importante, anche se non sono una scrittrice, lo so bene. Scrivere in questo momento è la mia vita, e dentro c'è la mia vita, quella vera e quella sognata. Però se ridete di me non ditemelo, ci resto male...